Se dovessi associare Marco Cabiati ad un oggetto, lo accosterei senza dubbio ad una bussola.

Sì, proprio una bussola, perché Marco – formazione umanistica e anni di esperienza nel settore della cooperazione sociale – ha fatto dell’ orientamento il cuore della sua attività imprenditoriale, volta tanto all’appoggio a startup innovative e aiuto all’auto-imprenditorialità quanto al sostegno di nuove idee di business per le fasce deboli del mercato del lavoro. Orientare per crescere, orientare per creare, orientare per re-inventarsi.

E, come una bussola, Marco non sta mai fermo, mettendo la sua mente e le sue conoscenze a servizio di progetti che spaziano dalla formazione all’educazione ambientale. Una vita professionale dalle mille sfaccettature, fatta di tante piccole storie d’impatto che vanno a formare la speciale Storia d’Impatto di oggi!

Marco, spiegaci in cosa consiste il tuo lavoro.

Mi considero uno startupper ante litteram: ho iniziato nel 1999 entrando nel mondo delle cooperative e da lì ho sempre gravitato intorno alle tematiche connesse alle politiche del lavoro. Attualmente mi occupo di imprese e startup in qualità di “vocational trainer”, con un forte accento sul potenziamento del procedimento creativo rispetto al launch; attraverso le mie consulenze, cerco di individuare i punti di forza del singolo e del progetto, valutando le competenze, valorizzandole e dando il giusto impulso motivazionale.

Ti definisci un Hubber della prima ora. Come sei arrivato in Impact Hub Torino?

Posso affermare di essere un Hubber torinese ancora prima che ci fossero gli Hubbers a Torino! Ho conosciuto i ragazzi di Impact Hub Torino agli albori della community, e da allora li ho costantemente appoggiati e seguiti, diventando un membro attivo del network cittadino. Dell’Impact Hub mi piace il suo sguardo costante sul mondo dell’impatto sociale e la possibilità di intessere relazioni stimolanti a livello umano e professionale.

Uno dei principali obiettivi di Impact Hub è quello di creare una rete di professionisti e metterli in contatto fra di loro. Hai delle collaborazioni in corso con altri membri del network?

Certo che si. Almeno sei – sette membri dell’Impact Hub Torino sono o sono stati coinvolti nei miei progetti lavorativi. Fra tutti, cito Cristiano Cometto de “La Fabbrica dei Suoni” con cui sto sviluppando un’idea legata all’educazione ambientale e Silvia Casale, che si occupa di crowdfunding. Tramite Laura, poi, ho avuto modo di entrare in contatto con profili interessanti anche esterni alla community.

Fra le tue tante attività, ce n’è una decisamente…green. Raccontaci qualcosa di più!

Insieme alla cooperativa sociale La Bottega gestisco il Vivaio Monte San Giorgio, situato nei pressi della località “I Tiri” del Comune di Piossasco a circa un’ora dal centro di Torino. È un vivaio forestale dove, oltre alla coltivazione di piante e alberi, sono previste iniziative quali percorsi didattici di educazione ambientale dedicati ai bambini (Il Bosco Didattico, il Frutteto Didattico, il Prato e l’Apiario Interattivo) e la gestione di orti sociali, con il coinvolgimento di persone affette da disabilità o socialmente svantaggiate. Il calendario degli incontri è consultabile sul sito web della cooperativa sociale La Bottega. Veniteci a trovare!

 

Federica De Benedictis – Dire Fare Mole

Impact Hub Torino

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