Come si può fronteggiare il problema del cibo in scadenza dei negozi di quartiere? Lo abbiamo chiesto a Francesco Ardito, fondatore di Last Minute Sotto Casa, che ci ha spiegato come una app per smartphone possa rappresentare una soluzione.

 

Motto “Last minute sotto casa – Perché il cibo…non si butta!”

Settore Food

Anno fondazione 2014

Team 9 persone

Website www.lastminutesottocasa.it

 

Qual è l’iniziativa di Last Minute Sotto Casa per far fronte al problema dello spreco del cibo in scadenza?

Lo spreco alimentare è un fenomeno largamente diffuso e Last Minute Sotto Casa (LMSC) rappresenta un’idea in più per porre rimedio a questa cattiva abitudine. LMSC, propone una nuova formula di live-marketing di prossimità che consente ai negozi con prodotti alimentari in eccedenza, in scadenza, di informare con immediatezza e semplicità i cittadini a due passi dal negozio. I clienti indicano, in fase di registrazione, sul loro smartphone, a che distanza da casa (e/o dall’ufficio e/o dalla casa di vacanza) vogliono ricevere le proposte, in real time e da quali tipologie di negozio, ricevendo così solo le offerte sotto-casa. Il negoziante invia con grande semplicità un’offerta (semplicemente descrivendo che prodotto metterà in offerta e con quale sconto). Una situazione Win Win Win. Vince il negoziante che incassa qualcosa e vede entrare nuovi clienti nel punto vendita, vince il cliente, che acquista a prezzi molto interessanti, vince il pianeta in quanto non viene buttato via il cibo.

Nato per le panetterie, LMSC vede oggi coinvolti pastifici, gastronomie, frutta-verdura, macellerie, pescherie, pasticcerie, bar … tutti esercizi che – in qualche modo – vivono il problema degli alimenti a rischio deperimento (350.000 in Italia). Un progetto che – sebbene gli acquisti su Internet azzerino generalmente i contatti umani – riavvicina le persone alle botteghe di quartiere e ai banchi del mercato, il tutto caratterizzato da una estrema semplicità d’uso! Solo a Torino, città di lancio, più di 1 tonnellata di cibo ogni mese non viene gettata nella spazzatura! E a fronte di questa tonnellata, più negozianti trovano maggior incasso a fine giornata e più clienti si trovano con qualche € in più nelle tasche!

Il progetto, lanciato a fine aprile 2014 e parte dell’Incubatore Imprese Innovative del Politecnico di Torino, conta oggi già 30.000 utenti registrati, in crescita su tutto il territorio nazionale.

Perché imprenditore ad impatto sociale e non titolare di una pizzeria?

Ad impatto sociale in quanto ho cercato innanzitutto di risolvere un problema personale. Mi dava troppo fastidio vedere quanta pizza venisse buttata in prossimità dell’orario di chiusura dalle panetterie. Nato quindi quasi per scherzo, LMSC è diventato oggi un progetto che sta coprendo tutto il territorio nazionale.

Quale consiglio daresti a chi vuole lanciare un’iniziativa a impatto sociale?

Trovate prima di tutto quel minimo di fondi che vi consentirà di non spegnere la macchina appena questa starà diventando un qualcosa di bello, di reale, qualcosa che vi stia regalando innanzitutto soddisfazione personale! Purtroppo, qualsiasi impresa, appena prende piede, inevitabilmente genera costi quindi, per non aver gettato tutto alle ortiche, proprio sul più bello… cercate un sostegno economico, Poi, scatenate tutta la vostra energia!!

Svelaci qualcosa che non sappiamo sul tuo settore.

Forse non tutti sanno che … (anche io un anno fa non lo sapevo) … non sanno che la gran parte dei piccoli negozi di alimentari butta via quasi quotidianamente qualcosa. Molti, per fortuna, cercano di trovare una soluzione, regalando alla parrocchia, al vicino, agli ultimissimi clienti che entrano. Purtroppo non sempre ci riescono e… buttano! Solo Milano, butta via ogni giorno 180 quintali di pane. Sì, ogni giorno, avete capito bene!!!

Se l’innovazione fosse una persona cosa ameresti di lui/lei?

Il suo calore, la sua passione, la sua concretezza!

Qual è il vostro prossimo passo?

Raccogliere 900.000€ e diventare internazionali!

Impact Hub Torino

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