Ogni mattina uno studente universitario si sveglia e sa che dovrà correre più veloce del vento – o meglio, degli altri studenti universitari – per aggiudicarsi un posto in una delle affollatissime aule studio della facoltà. Dite la verità, anche voi avete provato questa sensazione durante i lunghi anni di studio, proprio come la sottoscritta?

Adesso però ci pensa Dropper a facilitare la vita degli studenti alla ricerca di un posto libero dove affondare la testa fra le sudate carte, piene di appunti e speranze.

Dropper è un dispositivo collegato ad una app che permette di identificare il numero di persone presenti in uno spazio, nato proprio in ambito universitario per consentire agli studenti di sapere i posti disponibili in un’aula. Uno dei suoi ideatori è Domenico Galdiero, originario di Napoli, studente al 3° anno di ingegneria elettronica presso il Politecnico di Torino. Domenico è da circa un mese in Impact Hub e ha deciso di raccontarmi la sua storia d’impatto prima di una partenza importante. Il 2 dicembre sarà infatti a Berlino per partecipare al Red Bull Basement University, prestigioso concorso mondiale dedicato ai progetti universitari. Dropper è stato selezionato come unico progetto italiano, e qui in Impact Hub ne siamo alquanto orgogliosi!

 

Ciao Domenico! La prima domanda non può che essere questa: come e perché nasce Dropper?

Dropper nasce al seguito di una riflessione personale scaturita da un’esigenza altrettanto personale, vissuta da me come da tutti gli studenti universitari di qualsiasi grado e luogo: trovare un agognato posto libero in aula studio! Io e il mio coinquilino abbiamo iniziato a pensare ad un modo per facilitare la vita agli studenti come noi, un dispositivo che aiutasse a rilevare le presenze nelle aule e facesse risparmiare tempo prezioso. E così abbiamo dato vita a Dropper, che ci sta portando davvero tante soddisfazioni.

 

Manca poco alla partenza per Berlino, sarai super emozionato. Parlaci un po’ del contest Red Bull Basement University!

Il contest è iniziato nello scorso ottobre, tramite un video di presentazione girato all’interno del Politecnico nel quale abbiamo espresso l’essenza della nostra idea. Da allora abbiamo avuto un mese di tempo per terminare il lavoro, eseguire test, implementare dati, insomma essere pronti per l’appuntamento a Berlino, dove approderemo il 29 novembre pieni di entusiasmo e pronti a rappresentare con onore il nostro Paese. Qui si entrerà nel vivo della competizione: ci attendono quattro giorni pieni ed intensi, al termine dei quali verrà proclamato il progetto vincitore a livello mondiale. Fateci un enorme in bocca al lupo!

 

Cosa vedi nel futuro di Dropper?

In realtà il futuro di Dropper è già in parte presente. Negli scorsi giorni abbiamo avuto appuntamenti molto interessanti con alcuni attori della scena torinese legata alla social innovations per esportare Dropper in altri ambiti di utilizzo, nonché con un rappresentante della Polizia per parlare dell’impiego del dispositivo durante gli eventi pubblici. La nostra intenzione è quella di lanciare Dropper in diversi settori per valorizzarne l’impatto positivo che può avere sulla società, al di là del campo universitario in cui e per cui è stato inizialmente concepito. Ovviamente, il nostro sogno a lungo termine è di rendere la startup il nostro lavoro a tempo pieno con base sempre a Torino, una città che ci sta dando tanto e che ha il giusto fermento innovativo.

 

E per finire, raccontaci la tua esperienza in Impact Hub Torino!

Quella in Impact Hub è per me un’esperienza recentissima essendo entrato qui a inizio novembre, ma estremamente positiva. Da subito sono stato accolto con calore dagli altri hubbers che mi hanno fatto sentire uno di loro, favorendo il networking fra noi e l’aiuto reciproco. E poi come si fa a non sentirsi a casa in Impact Hub? C’è anche una bellissima cucina dove poter condividere pranzi, sogni e progetti, proprio come ad una tavolata di amici il sabato sera!

 

Federica A. De Benedictis – Dire Fare Mole
Impact Hub Torino

Impact Hub Torino