Oggi vi presentiamo Marco Cabiati, esperto di cooperazione sociale, autoimprenditorialità e training vocazionale. Nell’intervista ci racconta come il suo atteggiamento sperimentale e la sua grande e variegata esperienza professionale l’abbiano portato a creare Questions Corner: il suo studio dedicato agli imprenditori o aspiranti tali che si pongono domande non strettamente tecniche o di pura pratica manageriale. Benvenuto Marco e buona lettura a voi!

ImmagineNome e cognome Marco Cabiati

Nome iniziativa Questions Corner

Settore di competenza Consulenza e supporto all’autoimprenditorialità, valutazione delle competenze imprenditoriali

 

 

Marco, raccontaci in breve di cosa ti occupi.

Ho una formazione umanistica consolidata da una laurea in filosofia e scienze umane con una tesi in metodologia delle scienze sociali sul sistema di certificazione della qualità ecologica dei prodotti commerciali Ecolabel. Questa formazione mi ha spinto alla ricerca di ambiti di applicazione dei saperi sociologici, antropologici e filosofici all’azione sociale e all’ecologia applicata.

Oggi, attraversato un lungo periodo di attività imprenditoriale e dirigenziale nella cooperazione sociale, mi occupo di servizi per l’impiego per fasce deboli del mercato del lavoro, (ho un master universitario in management della formazione professionale e dei servizi per l’impiego) e fornisco consulenze individuali di accompagnamento all’auto-imprenditorialità nell’ambito di alcuni servizi per l’impiego privati. Attraverso questa attività mi sto addentrando nel mondo delle “start up”. Spesso mi sono trovato di fronte alla traduzione letterale del termine adottato in inglese per definire la formazione professionale come “vocational training”. Parlare di “training vocazionale” permetterebbe di descrivere in modo molto efficace l’attività svolta nel corso delle mie consulenze, tutte le azioni intraprese nel progetto infatti assumono una forte valenza di individuazione delle potenzialità e della motivazione nonché del “talento” proprio di ogni utente. Il training è a tutti gli effetti il setting individuato nello svolgimento della consulenza a partire dalla fase valutativa iniziale per giungere alla realizzazione del business model, ogni azione è svolta e condivisa nel senso dell’acquisizione di saperi e prassi progressivamente più imprenditoriali.

Parallelamente quasi a voler adottare un atteggiamento “sperimentale” diretto, sto sviluppando alcuni progetti di educazione ambientale attraverso programmi esperienziali che implicano l’uso delle nuove tecnologie digitali e del gaming e che potrebbero confluire in una start up innovativa incentrata sulla responsabilità sociale delle aziende e dei cittadni in campo ambientale e del cosiddetto marketing verde.

Spiegaci qualcosa che gli altri non sanno sul tuo settore… 

ImmagineSono attratto dall’innovazione tecnologica che caratterizza questo periodo storico, soprattutto per ciò che attiene le ricadute culturali e sociali. In un mondo dove tutto è possibile, o in cui ci si sta attrezzando in tal senso, diviene sempre più importante quello che  l’uomo è in grado di realizzare e l’impatto che questo ha sulla società e sull’ambiente. C’è un continuum tra l’operare del singolo, della collettività e dell’ambiente e se le regole e le dinamiche sono analoghe, saperlo può essere un elemento strategico non indifferente nella prassi imprenditoriale e nella maturazione delle competenze imprenditoriali. Interrogarsi su quanto umanamente siamo pronti e disposti a metterci in gioco nel momento dell’intrapresa vuole essere il contributo offerto da Questions Corner, il mio piccolo studio in cui accogliere domande e dare spazio alle risposte!

Perché hai scelto di diventare un knowledge worker? 

Ci sono momenti nella vita in cui improvvisamente le cose succedono: tutto si concretizza (aspettative, competenze, opportunità..) e ti trovi a fare in modo più efficace ciò che forse da sempre tentavi di fare in modo più dispersivo. In questo senso non credo che si possa parlare di scelta, forse è il giusto esito di un  percorso formativo e professionale come il mio. L’altro aspetto determinante sta nella constatazione di quanto sia strategico e prezioso il fattore “umanistico” ( nota non umano, ma culturale) all’interno della transizione tecnologica ed economica di questi anni. Con Questions Corner vorrei rinforzare lo sguardo miope di un senso comune che restringe l’azione imprenditoriale a fattori puramente tecnici e di pura pratica manageriale. La mia idea è che ci sia molto di più e che assieme si possa esplorare questa prospettiva per potenziare  radicalmente processi di attivazione e di applicazione di competenze sfuggenti e di difficile individuazione.

Cosa ami e cosa detesti di più del tuo lavoro?

Amo essere cercato e riconosciuto dalle persone che si rivolgono a me, perché quando questo accade sono le persone a riconoscere quanto il mio approccio sia fondamentale nel loro immaginare e progettare il futuro.

Detesto la precarietà in cui ci si può trovare ad operare nel momento in cui questa sottrae energie e “inquina” il fluire del pensiero di chi ha bisogno di concentrarsi sulla propria idea.

Di cosa avresti bisogno per fare il “salto”?

Un anno sabbatico dalle mia attività collaterali per potermi concentrare sull’idea di Questions Corner e sui  miei progetti di ecologia applicata.

Un gruppo agguerrito di giovani tecnologicamente  attivi che “sposi la causa” con la mia stessa ispirazione.

Un buon investitore che sappia spingere nel modo giusto!

Se potessi dare una mano a qualcuno in cosa potresti aiutare?

Credo che alla base di un buon sapere stiano le giuste domande, ancor più delle risposte. L’ideazione ruota tutto attorno a questa tensione costante, in ogni ambito dell’attività imprenditoriale e nell’assunzione del ruolo imprenditoriale così come lo vediamo affermarsi in questi anni nel fenomeno delle “start up”. Ma quanto possiamo valutare la predisposizione individuale all’intrapresa? Su che cosa ogni singolo si può basare per muovere i primi passi? Quali strategie l’individuo può sviluppare per rafforzare il proprio ruolo imprenditoriale? Questions Corner è uno spazio per esplorare questi aspetti.

Se qualcuno potesse darti una mano in cosa potrebbe aiutarti?

Sto cercando un gruppo di tecnici e sviluppatori con cui condividere la progettazione e la realizzazione di alcuni progetti di ecologia applicata estremamente innovativi. Attraverso questo lavoro vorrei apprendere ed applicare l’uso dei nuovi strumenti multimediali (App, gaming, ipertestualità….) e sviluppare sistemi operativi di responsabilità ambientale (individuale, collettiva ed aziendale).

Qual è il tuo prossimo obiettivo?

Entro l’anno vorrei completare una pubblicazione a cui sto lavorando da anni che racchiude gran parte della metodologia che applico nel mio lavoro di consulente. E lanciare almeno uno dei programmi esperienziali di ecologia applicata.

Perché hai scelto di entrare a far parte della Founding Community di Impact Hub Torino?

Perché sono torinese e reputo che in città ci sia un ottimo substrato per l’innovazione ed Impact Hub è un ottimo terreno di incontro con una prospettiva ampia e molto accattivante. E’ un po’ come entrare nel futuro, e sono molto curioso a riguardo.

 

Se volete entrare in contatto con Marco, scrivete a torino@impacthub.net !

Impact Hub Torino

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